Tra Fusione, Fissione e Leggende. PDF Stampa E-mail
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Continuando sempre in tema di energia e sue relative forme di produzione, Piceno Tecnologie vi propone la lettura di un articolo scritto da Andrea Pomozzi per un sito web, con cui da diverso tempo si è instaurata una proficua collaborazione. L’articolo è una risposta ad un lettore, che espone alcuni dubbi di carattere generale sulle possibili fonti di approvvigionamento energetico (l'articolo originale si trova al link: Tra Fusione, Fissione e Leggende). Proprio per questi caratteri di generalità ed universalità degli argomenti trattati, abbiamo pensato di riproporlo sul nostro sito, nella speranza di un interesse sempre crescente. Buona lettura.


Buonasera,

sono da diversi anni un assiduo frequentatore del vostro sito nonchè sostenitore del programma politico-economico più volte evidenziato da Lyndon Larouche. Seguo con molta attenzione le interviste e le dichiarazioni rilasciate dal Dott. Celani e dalla Dott.ssa Gorini .

Nonostante sia perfettamente d'accordo sulla necessità del ripristino della peina Sovranità Monetaria da parte dello Stato allo scopo di creare il credito produttivo necessario allo sviluppo, oltre che sulla altrettanto necessaria Legge Glass-Steagall, su un particolare tema mi trovo meno concorde, ovvero sul tema energetico. La mie domande sono:

- perchè comprare le centrali nucleari francesi quando il nostro premio Nobel Carlo Rubbia ha realizzato in Spagna una centrale a tecnologia solare termodinamico, tecnologia questa che ci renderebbe leader mondiali?

- perchè insistere ad investire nelle centrali ad uranio (fissione nucleare) quando (ed è notizia recente) l'equipe del Prof. Focardi (Università di Bologna) e dell'Ing. Rossi (imprenditore) ha realizzato un prototipo di reattore a fusione nucleare funzionante da più di un anno senza alcun pericolo ed alcuna scoria? http://www.journal-of-nuclear-physics.com/http://www.journal-of-nuclear-physics.com/

Esistono inoltre svariati modelli di motori magnetici permanenti capaci di produrre diversi KW/ora per decenni, in rete ci sono decine di testimonianze, un loro sviluppo per uso domestico darebbe un serio contributo all'indipendenza energetica, senza contare poi il fatto che i pannelli solari hanno raggiunto un notevole rendimento.

Vi chiedo quindi se non sia il caso di porre l'attenzione più sull'energia nucleare di fusione piuttosto che su quella "classica" ma più rischiosa e che ci rende dipendenti dai produttori di uranio, oltre a necessitare di ingenti volumi di denaro pubblico.

Nel ringraziarvi in anticipo colgo l'occasione per salutarvi distintamente .

Angelo Mulas

 

 


Gent.mo Angelo Mulas,

ci sono molte forme di opposizione e di lotta che minano la verità delle cose, non ultima quella di immergere questa verità in un rumore di fondo, caotico e assordante. Un rumore che ne confonde i contenuti e la diluisce, in maniera da non lasciarne quasi più alcuna traccia percepibile. Un metodo in realtà molto più utilizzato di quanto non si creda, in questa era di straordinaria ricchezza di mezzi di comunicazione. Ma comunicazione non sempre equivale ad informazione e troppo spesso è sinonimo di disinformazione. Così nel tempo del “villaggio globale” è facile imbattersi anche su internet in fantastiche leggende metropolitane, strambe teorie, oscuri complotti e falsità. È davvero difficile in questo mare magnum di notizie, capire il sottile confine tra ingenuità e malafede.

Nella eccezionale sfida all’approvvigionamento energetico, l’essere umano ha impiegato millenni per diventare indipendente dalla natura e questo ha rappresentato la ragione principale dietro la crescita della popolazione, l’innalzamento della età media e un aumento straordinario della qualità della vita. Ora che questo traguardo è stato raggiunto, benché non sia un traguardo fisso ma ogni volta soggetto a nuovi obiettivi, qualcuno vorrebbe spingere l’umanità indietro nella Storia. Vorrebbe tornare al passato, con tutto quello che ne consegue. Allora si sente parlare di risparmio, decrescita, sviluppo “sostenibile”, impronta ecologica ed energie “verdi”. Più volte in passato, Movisol ha denunciato le mire genocide di molte associazioni ambientaliste, guidate finanziariamente da gruppi oligarchici.

Proprio in questa direzione vanno le cosiddette energie rinnovabili, del tutto insufficienti in quantità, potenza (densità di energia) e continuità di approvvigionamento[1] per poter sostenere la popolazione mondiale e promuovere lo sviluppo ed il benessere dell’umanità intera. Una prova è che il mondo si sta muovendo verso la produzione di energia mediante fissione nucleare.

È un dato di fatto.

Russia, Cina, Corea del Sud, India, Polonia, Romania (solo per citarne alcuni) stanno costruendo in totale decine di centrali nucleari, consci che esse rappresentano oggi l’unica via di uscita dalla spirale della miseria, della povertà e del sottosviluppo. Questo è tanto più vero per i paesi in via di sviluppo, in tempi recenti più che mai desiderosi di partecipare da protagonisti all’interno del mercato globale. Gli “ingenti volumi” di denaro pubblico, come lei li chiama, sono in realtà una benedizione per la ricerca scientifica, per lo sviluppo tecnologico, per l’industria a servizio di tutto il processo costruttivo e produttivo, per i fornitori, per l’indotto, per migliaia di nuovi posti di lavoro[2]. Questa cosa, vera per ogni forma d’industria ad alta tecnologia, è tanto più vera quando ci si spinge alle frontiere della tecnica e della scienza, come nel caso del nucleare.

Oltre a motivazioni maltusiane, le cosiddette energie “verdi” sono sostenute da un immenso mercato speculativo mondiale, che si basa da una parte su generosissimi sussidi statali (fondamentali per far rimanere in vita queste energie rinnovabili, altrimenti economicamente insostenibili) e dall’altra su speculazioni in alcune commodities e nel mercato finanziario delle quote di anidride carbonica.

La invito a leggere un mio recente articolo sul fotovoltaico[3]; scoprirà che non solo i rendimenti di conversione attuali sono tra l’8 ed il 20%, ma che esiste un limite fisico oltre il quale non si può andare. Nell’articolo sono riportati anche i numeri della speculazione in Italia attorno al fotovoltaico, ovvero come pochi individui si arricchiscono sulle spalle di tutti i cittadini. Difatti Rubbia, che un po’ di fisica la conosce, non parla di fotovoltaico, ma di solare “termodinamico”. Cioè calore convertito in…calore. Senza alcun processo fisico di conversione in energia elettrica. Un po’ come i pannelli solari (non fotovoltaici!) che da decenni esistono sui tetti di molte case e servono a scaldare l’acqua. Qualcuno ha mai visto questi pannelli solari in un posto diverso dai tetti? Il calore accumulato si disperde molto rapidamente e non è “trasportabile” come l’energia elettrica. Per non parlare di zone geografiche dove di sole ce n’è veramente poco. Lascio a lei le conclusioni su come questa fonte di energia possa promuovere sviluppo nel mondo.

Per quanto riguarda l’esperimento di Rossi e Focardi, ancora non vi è alcuna certezza che siano coinvolti processi nucleari, tanto meno per ora si può parlare di fusione nucleare fredda. La teoria, per stessa ammissione dell’ideatore del reattore, è assolutamente sconosciuta e Rossi in persona si è affrettato a battezzare il suo dispositivo “catalizzatore di energia”. L’assenza della teoria di funzionamento pone, per il momento, seri dubbi sulla riproducibilità, sulla affidabilità e sulla sicurezza del processo in questione. La verifica della “scalabilità” del processo è tutta da verificare. Per il momento i dati disponibili fino ad ora, davvero pochi, consigliano prudenza. La prima centrale da 1MW dovrebbe essere funzionante, così annuncia Rossi, alla fine della prossima estate negli Stati Uniti. Anche in noi vi è la speranza, sostenuta da un mal celato spirito di patriottismo, che si riesca presto a formalizzare una spiegazione scientifica e che si possa aprire una strada a nuovi processi di produzione energetica. Magari mediante fusione nucleare.

Ora il fatto incontrovertibile è che ad oggi siamo ben lontani dal soddisfare i bisogni di energia della popolazione mondiale, sia con le rinnovabili che con forme di produzione di energia ancora da laboratorio. Allo stato attuale delle cose opporsi alla produzione di energia da fissione, tra l’altro in modo pretestuoso e sotto l’influenza di campagne basate sulla paura e sulla menzogna, significa spingere il mondo nel baratro del sottosviluppo. Fino adesso la produzione di energia da fissione nucleare si è dimostrata l’unica affidabile, riproducibile, sicura, ad alta densità energetica, ben consolidata da più di sessanta anni di tecnologia alle spalle.

Altre fonti, al momento conosciute, non ve ne sono. Ad esempio, i motori magnetici ai quali lei fa riferimento sono una di quelle leggende della rete, cui accennavamo in precedenza. Innanzitutto non è possibile realizzare un moto perpetuo, equivarrebbe a creare energia dal nulla. Contraddice i più elementari principi della fisica. Anche i metodi oggi utilizzati per produrre energia si limitano a “convertire” una forma di energia (potenziale dell’acqua, termica di un combustore, di fissione nucleare,…) in un’altra, di solito elettrica. Senza addentrarci troppo nelle teorie della fisica, per capire il funzionamento di un “motore magnetico”, prendiamo in considerazione lo schema semplificato in figura 1. Far girare il magnete al centro equivale energeticamente a lasciar cadere la pallina lungo un percorso a sinusoide, come riportato. Ci chiediamo a questo punto: è possibile che una volta lasciata cadere la pallina la prima volta, essa persista nel suo moto salendo e scendendo lungo i successivi picchi e le successive valli? Ovviamente no, bisognerà dargli ogni volta una “piccola” spinta per fargli fare le “montagne russe” ed è così che lungi da generare energia, il motore magnetico ha bisogno di energia!

 



Fig.1 Schematizzazione semplificata di un motore magnetico.



Siamo dunque “condannati” all’energia da fissione nucleare ab aeternum? Niente affatto. Almeno noi non lo crediamo. La tecnologia va di pari passo con il progresso civile e culturale dell’umanità, a patto che l’essere umano sia incentivato e non ostacolato a liberare la propria creatività. Per fare questo abbiamo bisogno di un ambiente favorevole, di condizioni di vita dignitose e di sviluppo a sua volta, in una costante crescita. “In alto e in avanti”, diceva poche settimane fa Giuseppe De Rita, presidente del Censis, durante una bella conferenza all’accademia dei Lincei, dal titolo “Il senso profondo dello sviluppo globale[4].

Per questo crediamo che ci sia innanzitutto necessità di ritrovare una moralità del pensiero, in senso laico, ovvero una idea della Storia e dello sviluppo che rimetta al centro il valore dell’essere umano, di ogni essere umano. Sviluppare quindi comportamenti etici ed una coscienza nuova, per percepire così, distinguere, quel senso di verità delle cose, che viene celato dal rumore di fondo e resta quasi impercettibile. Quasi.

Da tale verità procedere con nuova consapevolezza verso vette di sviluppo e conoscenza sempre più alte, in una spirale positiva.

In alto e in avanti.

Andrea Pomozzi



[1] È di poche settimane fa la notizia che la Scozia ha dovuto acquistare energia prodotta dalle centrali nucleari francesi, a causa del gelo che aveva quasi azzerato la produzione delle torri eoliche: http://www.movisol.org/10news262.htm

 

 

 
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