Alberto Bagnai ad Ascoli Piceno: un successo! PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 27 Marzo 2014 20:48

 

Non sappiamo definirlo altrimenti. Un successo di pubblico ed interesse. A dimostrazione che anche i temi più complessi sono attraenti, se spiegati con la passione a la competenza dimostrate da Alberto Bagnai. Temi che i cittadini comprendono sempre più come non lontani ed astratti, ma come fondamentali e strettamente correlati con la loro vita quotidiana: il lavoro, il salario, il potere di acquisto, il futuro dei propri figli e delle prossime generazioni, il futuro del Paese intero. Coraggio ed onestà intellettuale sono le virtù di cui si sente maggiormente bisogno oggigiorno, all'interno della classe politica in primis. Ma anche nel mondo accademico, in quello dei mezzi di informazione ed in tutta la società civile in generale.

Vogliamo condividere anche con chi non è potuto essere presente le riflessioni del professor Bagnai, allegando le sue slides che potete scaricare e seguire durante il video. A tutti gli uomini (e donne) di "buona volontà" auguriamo un buon ascolto.

 

Per le foto dell'evento consultate la nostra pagina Facebook: qui.

 

Morire per l'euro? (clicca per scaricare le slides)

 

 

Morire per l'euro? Disoccupazione di massa e crisi economica. Come uscirne.

 

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento Sabato 10 Maggio 2014 20:44
 
Morire per l'euro? PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Sabato 08 Marzo 2014 14:44

 

Potrebbe apparire provocatorio o forse eccessivo ai più, il nostro titolo.


Ma i fatti e la realtà di tutti i giorni ci indicano tutt'altro e le conseguenze dei tagli e delle politiche di austerità in Europa sono rintracciabili oramai più nelle pagine di cronaca che all'interno dei quotidiani economico-finanziari. Aldilà delle varie teorie monetarie e degli ideali più o meno utopici, i numeri impietosi dipingono uno spaccato di società sofferente ed in piena fase recessiva, sia da un punto di vista economico che culturale. Sono perfino nati siti web che tengono traccia in modo analitico e quasi cinico degli effetti di questa crisi che sembra senza fine (CrisItaly), iniziata circa sei anni fa, ma le cui origini possono essere rintracciate indietro nel tempo tra i primi anni ottanta e i primi anni novanta. Accanto alla lunga e macabra lista di suicidi di imprenditori e comuni cittadini a causa della crisi economica ("Uno ogni due giorni e mezzo"), la cosa che colpisce maggiormente è sapere che in Grecia ("Il grande successo dell'euro") la mortalità infantile nei primi mesi di vita dei bambini è aumentata del 43%. A causa dei tagli imposti alla sanità. Una vera e propria strage degli innocenti ("La Strage degli innocenti"), di coloro che non avranno mai un futuro per le responsabilità della politica passata e presente. Un Europa che conduce alla disperazione in nome del rigore, alla morte in nome del bilancio, all'assenza di futuro in nome di un'ideologia costruita nel passato, forse non era proprio l'Europa che sognavano i padri fondatori (Europa: il sogno tradito di De Gasperi).


Ancora convinti che il titolo sia eccessivo?


A PARTIRE DALLE ORE 17:15 SARÁ TRASMESSA LA DIRETTA IN STREAMING AL SEGUENTE LINK:
http://www.livestream.com/picenotecnologie/

 

 

 

Ultimo aggiornamento Sabato 10 Maggio 2014 08:50
 
IN PRIMA LINEA SULL'ENERGIA PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 20 Febbraio 2013 19:10

 

Da alcuni mesi, diversi settori della società si sono mobilizzati per chiedere a gran voce al passato Governo ed ora a quello futuro una Conferenza Nazionale sull'Energia, che possa stabilire, su basi rigorosamente scientifiche, quella che sarà la politica energetica nazionale italiana nei prossimi decenni. Piceno Tecnologie ha voluto partecipare a questo appello e contribuire, per quanto possibile, alla sua diffusione. Riportiamo anche sul nostro sito il comunicato stampa, pubblicato originariamente in: http://conferenzaenergia.wordpress.com/2013/02/14/comunicato-stampa/#more-1338.

 

 

 

RICHIESTA DI CONVOCAZIONE DELLA

CONFERENZA NAZIONALE SULL’ENERGIA

Un gruppo di scienziati e ricercatori, riscontrata l’effettiva difficoltà del legislatore di giungere in questi anni ad una ragionevole soluzione della questione energetica italiana, ha lanciato lo scorso autunno un appello per chiedere al Governo la convocazione di una Conferenza Nazionale sull’Energia, dalla quale scaturisca un indirizzo strategico in materia energetica che sia basato su valutazioni tecnico-scientifiche oggettive ed accurate analisi costi-benefici.

Nel farci portavoce delle centinaia di cittadini che hanno sottoscritto questo appello, tra cui numerose personalità di rilievo del mondo accademico, della ricerca e delle imprese (http://conferenzaenergia.wordpress.com/appello), chiediamo pertanto alle forze politiche ed ai candidati alle elezioni del 24/25 febbraio 2013:

1) di considerare attentamente il ruolo strategico che possibili soluzioni del problema energetico italiano ricoprono nel rilancio dell’economia  del nostro paese;

2) di impegnarsi a sostenere la proposta della Conferenza Nazionale sull’Energia, quale strumento metodologico autorevole, trasparente ed efficace, finalizzato all’elaborazione della futura Strategia Energetica Nazionale;

3) di dar voce, nella suddetta Conferenza, agli esperti del settore, unitamente ai rappresentanti istituzionali e delle amministrazioni locali, in modo da garantire un confronto realmente costruttivo tra le parti e la piena trasparenza del processo decisionale nei confronti dei cittadini.

A tal fine invochiamo il coinvolgimento diretto delle numerose realtà tecnico-scientifiche che arricchiscono il panorama culturale italiano e garantiscono un inestimabile capitale di competenze e conoscenze.

Ai candidati eletti alla Camera dei Deputati ed al Senato della Repubblica ed al futuro Governo, chiediamo di elaborare nella prossima legislatura il quadro normativo necessario alla rapida convocazione, da parte dei Ministeri competenti, della suddetta Conferenza, ed alla definizione giuridica delle sue finalità, nonché di impegnarsi ad attuare le indicazioni e gli indirizzi strategici in essa elaborati.

Prof. Antonio Naviglio

Prof. Vincenzo Pepe
Presidente Movimento Ecologista Europeo FareAmbiente
http://www.fareambiente.it

Prof. Renato Angelo Ricci
Presidente Associazione Galileo 2001 per la libertà e la dignità della Scienza
http://www.galileo2001.it/rapid/

Ing. Giancarlo Bolognini

Ing. Enzo Gatta

Dott. Umberto Minopoli

Dott. Andrea Pomozzi
Presidente Associazione Piceno Tecnologie
http://www.picenotecnologie.com

Dott.ssa Christina Sponza
Presidente Associazione Tecnosophia
http://www.tecnosophia.org

Dott. Pierluigi Totaro
Presidente Comitato Nucleare e Ragione
http://www.nucleareeragione.posterous.com

Ing. Ivo Tripputi

 


Ultimo aggiornamento Sabato 18 Maggio 2013 17:04
 
Energia e Lavoro PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Sabato 18 Maggio 2013 15:44

 

Energia e lavoro: l'equivalenza é di quelle che si studiano nei corsi universitari di termodinamica al primo anno, ma qui con lavoro vogliamo intendere il significato che gli si attribuisce nella normale accezione del termine. Il lavoro che manca nel nostro Paese in quantitá ed in qualitá, il lavoro che giá da alcuni anni si sta trasformando in vera emergenza, vero dramma nazionale. Alcuni mesi fa il magazine online ORIZZONTE ENERGIA pubblicó un nostro articolo riguardante la situazione energetica italiana ed i suoi legami con i livelli occupazionali (qui si trova l'articolo originale: "Una breve analisi sulla domanda energetica italiana.") e ultimamente anche il noto quotidiano "Il Sole 24 Ore" ha pubblicato una breve nota sul tema (qui: "Costi dell'energia, un gap che pesa."). Anche alla luce delle recenti dichiarazioni del neo ministro Zanonato riguardo alla possibilitá di aprire una discussione attorno alla produzione di energia elettrica mediante energia nucleare, vogliamo riproporre anche sul nostro sito l'articolo, nella speranza di aggiungere elementi di riflessione sulle reali cause di questa storica crisi economica.

 

UNA BREVE ANALISI SULLA DOMANDA ENERGETICA ITALIANA

 

L’Agenzia Internazionale per l’Energia nel rapporto annuale 2011 prevede un incremento della domanda energetica mondiale di circa il 40%, nel periodo che va dal 2009 al 2035.

L’Italia deve fare i conti con uno scenario globale in forte mutamento, ancor più che gli altri Paesi europei, a causa della scarsità di materie prime sul territorio nazionale.

Nel 2005 il consumo annuale di energia elettrica in Italia si attestava attorno ai 340,2 TWh, per ridursi a 332,3 TWh nel 2011, causa l’attuale crisi economica. L’importazione diretta di energia elettrica per l’anno 2011 ha comportato un aggravio sulla bilancia commerciale di circa 3,5 miliardi di euro. Sempre nel 2011 circa il 65,4% dell’energia è stata prodotta mediante centrali termoelettriche (gas naturale, petrolio, carbone,…) mentre fonti come fotovoltaico, geotermia ed eolico hanno generato 24,1 TWh, ovvero il 7,3% dei consumi totali.

Lo scenario energetico tracciato dall’ENEA per l’Italia prevede un incremento costante della domanda di energia a circa 418 TWh/anno nel 2030. Di questo fabbisogno energetico meno del 9% verrà coperto dalle rinnovabili come fotovoltaico ed eolico con una produzione annuale stimata attorno ai 35 TWh. Da qui al 2030 l’energia dovrà necessariamente essere prodotta mediante centrali termoelettriche nella misura di circa 292 TWh, ovvero +32% rispetto alla quota termoelettrica del 2010.

Nell’ambito di un piano di programmazione energetica su scala nazionale, oltre alla quantità di energia, un’analisi attenta dovrebbe essere effettuata anche sulla “qualitàdella fornitura energetica. Fattori fondamentali sono ad esempio la continuità dell’approvvigionamento e la versatilità nella produzione: le cosiddette fonti rinnovabili presentano sotto questo profilo i risultati più scarsi e svantaggiosi non solo dal punto di vista economico.

Per sostenere oggigiorno la crescita del Paese ad un ritmo del 2% di variazione del PIL (crescita moderata), il fabbisogno energetico dovrebbe aumentare almeno di un 3% annuo: arrivando a circa 450 TWh nel 2030.

La domanda che potrebbe sorgere a questo punto è: abbiamo davvero necessità di tutta questa energia? La legge di Okun, a cui gli economisti attribuiscono ancora una buona validità, prevede che per poter cominciare ad apprezzare una diminuzione del tasso di disoccupazione, il PIL nazionale dovrebbe crescere ad un tasso minimo del 2-3%. D’altro canto il livello di disoccupazione attuale in Italia, secondo stime ufficiali Eurostat, si attesta attorno al 10,8%.

Dove trovare l’energia sufficiente per sostenere la crescita del PIL e sconfiggere così la disoccupazione? Le rinnovabili potranno dare al massimo un contributo del 10%, con costi annessi molto alti e problemi di approvvigionamento; l’acquisto dell’elettricità dall’estero porrebbe un aggravio insostenibile sulla bilancia commerciale e di riflesso sui costi aziendali (scarsa competitività e bassa produttività). Infine l'Italia è tradizionalmente uno dei Paesi dell’area OCSE a più elevata efficienza energetica e alcune considerazioni di carattere economico e tecnico fanno ritenere che non ci sarà molto spazio per migliorare processi di efficientamento e di risparmio energetico.

Allo stato attuale della conoscenza, una valida proposta per la soluzione del problema energetico è l’utilizzo dell’energia da fissione nucleare. Soluzione che, negli ultimi anni, in Italia non è stata presa in considerazione più per motivi ideologici che per problemi tecnici o economici.

Su scala mondiale oggi sono operativi 435 reattori nucleari, 63 sono in fase di realizzazione, 160 sono stati pianificati e altri 329 proposti perla realizzazione. Mediante 8 reattori nucleari di terza generazione da 1,7 GW l’Italia potrebbe completamente soddisfare il suo incremento di fabbisogno energetico da qui ai prossimi venti anni.

Il costo complessivo sarebbe compreso all’interno della forchetta 3-8 miliardi di euro/anno, a fronte di una produzione di 96 TWh/anno. Considerando che il costo di produzione dell’energia elettrica si aggira attorno ai 65-70 €/MWh, il risparmio netto annuo, per uno scenario di costo medio, sarebbe di circa 3 miliardi di euro all’anno. Risorse che potrebbero essere utilizzate innanzitutto per ridurre i costi dell’energia per imprese e famiglie e ridurre il carico fiscale per aziende e lavoratori, a tutto vantaggio della competitività e della produttività dell’economia italiana. È necessario innescare questo circolo virtuoso per far crescere il Paese ed uscire da questa impasse.

 

Andrea Pomozzi

Presidente Piceno Tecnologie

 

Nota: L'articolo é una versione ridotta di una analisi piú estesa, in cui sono riportare anche le fonti bibiografiche, i dati ed i grafici relativi. L'articolo completo si puó trovare a questo link: http://www.movisol.org/12news176.htm

 

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Ultimo aggiornamento Sabato 18 Maggio 2013 17:14
 
Il modello che non c’è. PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 14 Gennaio 2013 21:35

 

Egregio Direttore(*),

in una celebre canzone, Edoardo Bennato cantava di un’isola, ma credo che oggi siano molte le cose che “non ci sono” nel nostro territorio, a partire da una corretta analisi delle recenti dinamiche economiche, per terminare con una visione di ipotetici scenari di sviluppo che possiedano elementi di realtà.

Qualche giorno addietro, durante un incontro con alcuni esponenti politici locali, ho ascoltato per l’ennesima volta una lettura della situazione contingente, la quale individuerebbe in un “errato” modello di sviluppo intrapreso in passato, la responsabilità della grave situazione socio-economica in cui versa questo territorio. Questa interpretazione dei fatti, che sembrerebbe andare per la maggiore oggigiorno, farebbe risalire alla Cassa del Mezzogiorno e alle “grandi” industrie del Piceno l’origine di tutti i mali che questa Provincia sta sperimentando. Quindi la maggiore responsabilità apparterrebbe ai lavoratori che avrebbero scelto in passato di lavorare nelle grandi aziende, percependo magari un discreto salario, invece di aprire botteghe artigiane o piccole iniziative imprenditoriali radicate sul territorio. Così come parimenti la responsabilità sarebbe della Cassa del Mezzogiorno che avrebbe “drogato” l’economia locale, favorendo solo il profitto delle grandi imprese, le quali avrebbero poi abbandonato la zona, una volta cessati gli incentivi.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 20 Febbraio 2013 22:42
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