“Primo! Il primo! Non il secondo! Ma il primo!”, è come un fiume in piena il professor Giuseppe Guarino quando parla della sua Patria. Con una forza, una passione ed un coinvolgimento forse sconosciuti ad un quasi-novantenne (che in passato ha ricoperto gli incarichi di ministro dell’Industria, delle Finanze, del Commercio e dell’Artigianato, delle Partecipazioni Statali) Guarino parla del tasso di sviluppo dell’Italia dal 1945 al 1980. In quel lungo periodo storico, il nostro Paese è stato la prima nazione al mondo per tasso medio di crescita. Roba da far sorridere (o magari piangere) qualcuno che volesse tentare un confronto con i giorni nostri, nel bel mezzo di una crisi profonda ed inesorabile. Eppure è così, Guarino lo afferma in modo forte e chiaro. Tanto da dover far riflettere anche i più tenaci detrattori dell’Italia e del popolo italiano, i quali si sono avvicendati negli ultimi anni, anche dai banchi del Parlamento, nel descrivere una nazione “corrotta, sprecona ed incapace”. L’eminente giurista ci dice che non è così. Non è stato così. E spiega il perché. Illustra anzi il grande miracolo economico che l’Italia ha compiuto, grazie alla politica, potendo spendere a deficit per creare autostrade, reti di comunicazione, sistemi di distribuzione, dell’energia ed un sistema sociale (educativo, sanitario, economico) come pochi al mondo. Allora non si parlava di privatizzazioni e di liberalizzazioni, ma l'Italia cresceva ad un tasso medio annuo del 5,25%. Guarino smonta una ad una tutte le “dicerie” (come le chiama lui) e tutti i cavalli di battaglia di demagoghi, populisti e manipolatori della pubblica opinione.
Di fronte a questo lungo e straordinario miracolo economico italiano, viene da interrogarsi su cosa ad un certo punto abbia smesso di funzionare e quando. L’analisi lucida e completa del professore emerito di diritto amministrativo fornisce un quadro storico e sociale inedito, sorprendente, non raccontato per nulla o non a sufficienza, nei libri di storia come sui mass media.
Guarino lega magistralmente le sorti dell’Italia a quelle dell’Europa e quelle di quest’ultima a quelle della finanza globale. Arriva a paragonare i flussi finanziari mondiali ai cavalli di Tamerlano, il grande emiro e conquistatore mongolo: dove le sue truppe arrivavano distruggevano tutto per avere spazio e mobilità. Così i capitali finanziari fanno oggi con gli Stati nazionali, dice Guarino.
Ma non vogliamo anticipare oltre e lasciamo al lettore la visione dei video di questa lectio magistralis. Altre sorprese lo attendono.
Con questo “piccolo dono” Piceno Tecnologie vi fa i migliori auguri di buone feste, nella speranza che l’anno nuovo riscopra un’Italia migliore.
Il lungo e sorprendente miracolo italiano - parte 1/5
L’Italia prima al mondo!
Il lungo e sorprendente miracolo italiano - parte 2/5
Il trattato di Maastricht, l’Europa e la moneta unica.
Il lungo e sorprendente miracolo italiano - parte 3/5
Il governo pubblico dell’economia, il meccanismo di sviluppo italiano e il trattato di Roma.
Il lungo e sorprendente miracolo italiano - parte 4/5
Dal mercato COMUNE al mercato UNICO: Tamerlano e la speculazione internazionale.
Il lungo e sorprendente miracolo italiano - parte 5/5
La distruzione dello Stato sociale, i salassi di Luigi XIV e i benefici dell’indebitamento.
QUALE FUTURO IN EUROPA?Abbiamo voluto intitolare così questa giornata di studio e di approfondimento, iniziata questa mattina con una tavola rotonda tra gli imprenditori, le associazioni di categoria e le istituzioni. Per continuare qui, in questa splendida sala, con la vostra presenza e quella dei nostri illustri relatori. Abbiamo voluto iniziare con una domanda, proprio perché crediamo che, in questo particolare periodo storico, ci sia la necessità come mai di porsi degli interrogativi, di riflettere, di dubitare magari anche di quelle che appaiono certezze. La necessità forse di fermarsi ad analizzare in modo più ampio e completo il contesto. Ampio in senso geopolitico all’interno di uno scenario europeo, ma ancor più forse completo in una prospettiva storica. Il compito della politica, della buona politica, dei grandi statisti dovrebbe essere quella di “attualizzare” il futuro: di trasformarlo da visione a visibile. Da progetto ideale a piano concreto.
Ultimo aggiornamento Venerdì 06 Gennaio 2012 19:06
La storia insegna: la crescita è stata fatta sempre a deficit.
Nelle ultime settimane nel nostro paese (ma non solo) non si fa altro che parlare di che cosa tagliare per raggiungere gli obiettivi di bilancio indicati dalla Banca Centrale Europea, affinché gli speculatori, pardon, i mercati si "rassicurino" sulla nostra solvibilità. È una vera guerra tra poveri quella che si sta dispiegando sulle pagine dei giornali e tra la gente: facciamo pagare l'ICI alle suore oblate, tagliamo le pensioni, alziamo l'IVA, aboliamo le province etc.; mentre alcune misure riscuotono certamente il plauso generale, come alzare il prezzo delle lasagne a Montecitorio o le tasse ai calciatori, si viene spinti a credere che questa situazione sia veramente frutto degli sprechi e non dei ricatti della speculazione finanziaria.
È una spirale senza fine: hai voglia a fare macelleria sociale: se "i mercati" non sono soddisfatti (e non lo sono mai), il debito viene declassato; le conseguenze sono miliardi e miliardi in più di interessi sul debito da dover pagare, da cui, a cascata, ulteriore politica di tagli, poca crescita, altri problemi di bilancio e così via su questa brutta china.
SARÀ POSSIBILE SEGUIRE LA CONFERENZA MEDIANTE DIRETTA VIA WEB A PARTIRE DALLE ORE 17:30 DI VENERDÌ 18 NOVEMBRE, AL SEGUENTE INDIRIZZO:http://www.livestream.com/picenotecnologie
QUALE FUTURO IN EUROPA?
Dagli anni novanta in poi, dopo la caduta del muro di Berlino secondo un riferimento storico, la società, l’economia e la politica italiana hanno subito trasformazioni profonde. Trasformazioni tuttora in corso e che hanno toccato in forma e misura diversa la maggior parte degli stati nazionali su scala planetaria. Anche il modo di fare impresa ha dovuto prendere atto di radicali cambiamenti nello scenario geopolitico globale, come la costituzione di un mercato sempre più unico a livello mondiale, con scarsa presenza o spesso totale assenza di vincoli e barriere. Accanto ad alcuni vantaggi, la possibilità di delocalizzare i capitali, la produzione ed i servizi non poteva non avere effetti epocali sulla vita di ciascun cittadino, con conseguenze spesso negative per il mercato del lavoro, in special modo nei paesi delle cosiddette democrazie occidentali più sviluppate. In questo scenario globalizzato si colloca l’Europa e il suo sistema di moneta unica: l’Euro.
Ultimo aggiornamento Venerdì 06 Gennaio 2012 19:05
L'idea di dare nuova vita alle intuizioni di Gioacchino Pasqualini prende forma, muove i suoi primi passi sul territorio (STRADIVARI E LA CURVATURA DELL'UNIVERSO). Piceno Tecnologie è orgogliosa ed onorata al tempo stesso di aver dato il proprio contributo affinchè si riuscisse a realizzare, per ora, una Anteprima de Il Festival Internazionale della Liuteria (clicca qui per la pagina web del festival).
Siamo certamente ancora in una fase di sviluppo, in una fase di primi passi, per certi versi embrionale, ma che crediamo riesca comunque a far intravedere le potenzialità del progetto, dispiegato in tutte le sue articolazioni. Lo sviluppo dipende da quanto ciascuno di noi saprà dare con generosità e dalla capacità di tutti gli attori coinvolti di sperare, sognare, lottare per questa idea.
Ultimo aggiornamento Venerdì 06 Gennaio 2012 19:08