La Grande Truffa del Riscaldamento Globale PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Sabato 21 Maggio 2016 21:24

 

Torniamo ad occuparci di scienza e allo stesso tempo di politica.

Non stupisca l'accostamento, dato che un legame organico tra scienza e potere politico risale almeno al XVII secolo, a seguito delle teorie di Francis Bacon, filosofo e uomo di stato inglese. Prendendo spunto da un suo libro, "Nuova Atlantide" pubblicato postumo nel 1627, un gruppo di filosofi della natura iniziò a riunirsi nel 1640 per discutere le idee di Bacon, dando vita al Collegio Invisibile. Alcuni di questi membri del Collegio Invisibile, assieme ad altri scienziati dell'epoca, nel 1660 fondarono la Royal Society, nello stesso anno in cui in Inghilterra veniva restaurata la monarchia con Carlo II Stuart, il quale si apprestò a riconoscere la società con decreto reale. Da allora la Royal Society avrebbe legato la scienza al potere imperiale e molte delle teorie della prestigiosa istituzione furono strumento formidabile di consenso, attorno alle quali l'impero britannico costruì gran parte della sua politica coloniale e di sfruttamento.

L'idea di fondo è che la scienza potesse legittimare il potere, generando un consenso unanime ed indiscutibile, mediante una "casta sacerdotale" di scienziati anche di dichiarata fama. La funzione della Royal Society sarebbe stata quindi quella di supportare l'impero britannico, fornendo sostegno "scientifico" a molte decisioni e scelte politiche rilevanti. Con l'appoggio dell'autorità "scientifica" il potere politico cercava allora anche una "legittimazione naturale" alla sua costituzione e continuazione, in contrapposizione alla legittimazione della Chiesa di Roma, soprattutto dopo lo scisma anglicano.

Oggi le cose non sembrano molto diverse e le teorie di Malthus, Darwin e Smith sono una testimonianza di quanto profondamente la "pseudo-scienza" abbia condizionato e diretto la politica nei secoli, fino ai giorni nostri. O se vogliamo, quanto la politica guidata da una certa visione del mondo abbia saputo sfruttare ed utilizzare concetti apparentemente scientifici per mettere in atto la propria "agenda" (si veda anche: "Royal Society, la scienza al servizio dell'Impero")

La teoria del riscaldamento globale antropogenico (causato dall'uomo) fa certamente parte di questa "pseudo-scienza", come dimostrano l'origine squisitamente politica e l'evoluzione del fenomeno negli anni. Quello che colpisce sono l'isteria delle reazioni dietro ogni obiezione; i ripetuti tentativi di evitare ogni discussione e di ignorare risultati scientifici che vanno in direzione opposta; la volontà di ostracizzare ogni voce fuori dal coro; la decisione di affermare che vi è un "consenso unanime" e che la scienza dietro tale teoria è "assodata", anche quando questo purtroppo non corrisponde affatto a verità. Insomma nulla a che vedere con il "metodo scientifico". Altra cosa che colpisce è l'enormità dei finanziamenti pubblici riversati nei decenni su di un campo della scienza così limitato; così come l'esplosione del mercato delle energie cosiddette "rinnovabili" e dei certificati di emissione: veri e propri strumenti di speculazione finanziaria (si veda anche: "Esplode l'indignazione internazionale per la truffa di Al Gore"). Oltre a facili guadagni cercati da alcuni, in realtà dietro alla propaganda di certe teorie vi sarebbe molto di più: il tentativo di frenare lo sviluppo della civiltà umana ed in particolare del paesi economicamente più arretrati, con ulteriore impoverimento delle popolazioni e annesse conseguenze in termini di condizioni igieniche e di salute fisica. Insomma, Malthus fa di nuovo capolino.

Nel tempo della secolarizzazione, in un periodo storico di laicità e laicismo, come mai in passato, l'umanità sembra avere necessità in maniera crescente di miti, ideologie e dogmi. La teoria del riscaldamento globale antropogenico, propagandato dai sacerdoti del nostro tempo ne è un esempio.

Grazie ad Aureliano Ferri, socio di Piceno Tecnologie, ora abbiamo i sottotitoli in italiano del video "La Grande Truffa del Riscaldamento Globale", un documentario molto istruttivo, esaustivo e completo. Il linguaggio è semplice ed i contenuti sono accessibili a tutti, vi invitiamo a guardarlo e a diffonderlo il più possibile.

Per amore dell'umanità intera e della verità.


Qui potete trovare il link al video: La Grande Truffa del Riscaldamento Globale


 

 

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 02 Giugno 2016 21:27
 
La crisi dell'informazione, tra crollo finanziario e pericolo di guerra. PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Domenica 28 Febbraio 2016 19:48

 

Le parole dell’informazione, nell’era di internet


Benvenuti tutti, il nostro ringraziamento va a innanzitutto a voi per la vostra partecipazione ed un ringraziamento speciale a Marcello Foa e a Pier Paolo Flammini, che questa sera hanno deciso di aiutarci a riflettere su un tema a nostro avviso fondamentale: quello dell’informazione. Permettetemi come ad ogni nostra iniziativa di ringraziare tutti i soci di Piceno Tecnologie, che con dedizione e generosità hanno lavorato affinché noi tutti fossimo qui stasera. Un ringraziamento doveroso anche all’amministrazione comunale che ci ha messo a disposizione questa bella sala e ha suggellato con il Patrocinio del Comune il valore culturale e sociale dell’iniziativa.

Perché quindi parlare di informazione oggi?

Possiamo certamente dire, senza timore di essere smentiti, che l’accesso all’informazione nella sua forma più alta e completa rappresenta un pilastro della democrazia. Un pilastro senza il quale l’edificio del sistema democratico stesso crolla, lasciando spazio a forme di propaganda e di regime, forme che vorremmo vedere volentieri relegate ad un passato remoto. Una moderna democrazia senza una corretta informazione potrebbe essere metaforicamente immaginata come un tavolo senza una gamba, sempre sul punto di vacillare, in un pericoloso equilibrio precario. Un corretto accesso all’informazione crediamo debba essere considerato un diritto fondamentale, in quanto pre-requisito per la comprensione del mondo, per la conoscenza della realtà ed in ultima analisi per una consapevolezza ampia e profonda delle nostre scelte, delle nostre decisioni che condizionano il nostro vissuto quotidiano. Rappresenta insomma una parte del nostro essere e divenire sempre più umani.

Con il passare degli anni i mass media sono divenuti progressivamente strumento di conoscenza, valicando spesse volte il confine tra comunicazione ed educazione. Sempre più, i media e la rete in modo particolare sono divenuti la fonte principale (a volte purtroppo unica) della conoscenza, a fronte di decenni di disinvestimenti nella scuola, nell’istruzione e nella cultura in genere. Il pericolo reale è una circolazione di notizie, fatti, eventi, teorie spesso senza alcun controllo, senza alcuna base fattuale, reale, scientifica. Ricostruzioni fallaci, quando non faziose o volutamente incomplete. Il rischio reale è quello di una percezione distorta del mondo, di una comunicazione che conduce alla disinformazione e quindi alla facile manipolazione. Negli anni passati, durante la mia breve esperienza di docente spesso ripetevo ai miei studenti:”Informatevi sulla rete, ma formatevi sui libri”.

Apparentemente siamo in presenza di una ambivalenza: da un lato, la constatazione che l’umanità non ha mai sperimentato prima una così grande popolarità nella diffusione dei mezzi di informazione; con una capillarità tale da permettere di raggiungere masse enormi di persone in tutto il mondo. Dall’altro lato, questa storica opportunità rappresenta anche potenzialmente un canale per tentare di condizionare, plasmare, controllare l’opinione pubblica. A mio giudizio questo rappresenta un punto chiave della riflessione sulla comunicazione e sull’informazione. Forse, al contrario del passato, oggigiorno il nemico principale dell’informazione non è più l’assenza di informazione, in un tempo in cui diventa sempre più difficile nascondere, tacere alcune cose. Ma piuttosto la disinformazione, la distorsione della realtá, la distrazione di massa.

Nonostante la tecnologia abbia esteso i modi e le forme dell’accesso all’informazione, il dubbio che quindi nasce lecito è: abbiamo davvero maggiore accesso alla realtà dei fatti più che in passato? Nell’epoca del “villaggio globale” penseremmo di si, ma come il professor Foa ci illustrerà questa sera, probabilmente la risposta non è affatto scontata.

L’informazione ha il potenziale enorme di influenzare le decisioni quotidiane, la capacità di orientare il nostro voto, le nostre scelte di consumo oppure la nostra opinione su scienza e sul concetto di progresso. Pensiamo solamente a quante immagini, dati, video, notizie, fatti, articoli circolano sulla rete in tema di ambientalismo, energia, medicina, economia, politica, etc… Chiaramente voler affrontare l’informazione in tutti questi campi singolarmente ci porterebbe molto lontano e sicuramente non rientra negli scopi di questa serata. Ma con l’aiuto dei nostri illustri ospiti vorremmo comunque tentare di tracciare delle linee generali, di discutere un metodo, un approccio e magari fare anche qualche riferimento esplicito.

Come “leit motiv” della serata e punto di partenza vorrei riproporvi quindi alcune domande con le quali abbiamo pubblicizzato l’evento e alle quali tentermo di rispondere questa sera:

Esiste un ruolo di alcune campagne mediatiche all'interno del panorama politico nazionale ed internazionale?

L'informazione oggi condiziona la politica o rappresenta maggiormente uno strumento di avallo e di legittimazione di certe scelte?

Ci viene fornita una rappresentazione realistica e veritiera della realtà e delle vicende quotidiane?

A volte l’informazione può renderci cittadini più consapevoli, più responsabili; a volte può indurre psicosi collettive, paure. A volte i mezzi di informazione possono rappresentare strumenti di conoscenza, un veicolo per la cultura; a volte possono essere un modo di manipolare il consenso, l’opinione delle masse ed il livello di comprensione della realtà che ci circonda.

Sapendo quando sia difficile raggiungere la verità delle cose, consapevoli di questa quotidiana battaglia, questa sera vogliamo dare il nostro piccolo contributo. Ed è per questo che direi di dare la parola ai nostri relatori.

Grazie.

Andrea Pomozzi

Presidente Piceno Tecnologie


Per le foto dell'evento consultate la nostra pagina Facebook: qui

 


Introduzione: Andrea Pomozzi e Pier Paolo Flammini (clicca per link diretto su You Tube)

 

 

Intervento di Marcello Foa (clicca per link diretto su You Tube)

 

 

Ultimo aggiornamento Domenica 28 Febbraio 2016 22:28
 
Prysmian: continua la desertificazione PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 04 Marzo 2015 19:31

 

«Non vi sognate di arginare la chiusura e la fuga da Ascoli delle grandi aziende!»

Ci tornano alla memoria queste parole e lo fanno assumendo l'aspetto di un tetro anatema dal quale sembra non ci sia via di scampo. Così Giampietro Castano[1] commentava la morte della Manuli. Da allora, la zona industriale della provincia di Ascoli Piceno, un tempo fiorente, ha vissuto una interminabile emorragia di posti di lavoro, competenze professionali e reddito. Il tutto, secondo un copione facilmente intuibile. L'ultimo caso è quello della Prysmian, azienda eccellente nella produzione di cavi elettrici per i più svariati usi, dalle piattaforme per le estrazioni petrolifere sottomarine alla costruzione di centrali nucleari.

 

L'associazione Piceno Tecnologie, da sempre impegnata nel rimarcare l'importanza che le politiche industriali di ampio respiro possono avere per la nostra comunità, oltre ad esprimere la dovuta solidarietà a tutte quelle persone che hanno perso il proprio posto di lavoro, chiede a gran voce che la politica torni a interessarsi della nostra zona industriale. E chiediamo che lo si faccia ripartendo dall'unico punto di partenza possibile: la Realtà. Troppe volte abbiamo sentito discorsi fatui su modelli inesistenti[2], in una sorta di dissonanza cognitiva che ci sta conducendo a passo svelto in un vero e proprio baratro. Auspichiamo che la politica locale e la società civile possano farsi carico delle reali istanze del territorio facendole risuonare a livello nazionale.

 

Da parte nostra, continueremo senza sosta il nostro sforzo di promozione sociale e culturale a favore di cittadinanza e amministratori, pronti a collaborare con chiunque voglia mettersi al servizio del nostro territorio, insieme.

 

[1] Responsabile dell’Unità per la gestione delle vertenze delle imprese in crisi del MSE (Vedi anche: Manuli. Cronaca di una morte annunciata.)

[2] Vedi anche: "Il modello che non c'è"

 

 

Ultimo aggiornamento Domenica 15 Marzo 2015 12:39
 
La crisi dell'informazione: incontro con Marcello Foa. PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Domenica 15 Marzo 2015 12:40

 

Quale influenza ha l'informazione nella nostra vita quotidiana?

Quale ruolo hanno alcune campagne mediatiche all'interno del panorama politico nazionale ed internazionale?

L'informazione oggi condiziona la politica o rappresenta maggiormente uno strumento di avallo e di legittimazione di certe scelte politiche?

 

Tenteremo di rispondere a queste e ad altre domande, con l'aiuto di Marcello Foa e Pier Paolo Flammini, durante una conferenza-dibattito aperta alla cittadinanza.

 

Vi aspettiamo come sempre numerosi.

 

 

 

Ultimo aggiornamento Domenica 28 Febbraio 2016 22:44
 
Ci (ri)presentiamo! PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Sabato 10 Maggio 2014 11:26

Tra i vari echi della conferenza del professor Bagnai (Morire per l'euro?), abbiamo ricevuto anche una richiesta da parte di Radio Aut Marcheuna intervista radiofonica, per far conoscere la nostra associazione ad un pubblico più vasto.

La potete ascoltare qui di seguito, utilizzando il lettore audio:

 

 

 


Ultimo aggiornamento Domenica 11 Maggio 2014 08:40
 
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